Se le 500 maggiori imprese familiari al mondo fossero un Paese, il loro fatturato combinato di 8.800 miliardi di dollari le renderebbe la terza economia più grande al mondo, superata soltanto dal Pil degli Stati Uniti e della Cina.
Sono aziende che generano occupazione e crescita (25 milioni di persone impiegate e un fatturato in crescita del 10% dal 2023), sono longeve e ben radicate in Europa dove di quelle che hanno più di 100 anni di storia (1/3 del totale) ve ne sono quasi
la metà (47%).
L'Italia è ben posizionata in questa classifica perché ospita 22 delle 500 maggiori imprese familiari, che generano un fatturato complessivo di 180 miliardi di dollari e danno lavoro a 400mila persone.
Le imprese a conduzione familiare sono spesso percepite come realtà eccessivamente prudenti e poco inclini al cambiamento e all'innovazione.
Tuttavia questa visione stereotipata non regge alla prova dei dati.
Molte delle aziende più longeve al mondo sono a conduzione familiare (quando quotate hanno un controllo in assemblea superiore al 50%), e nessuna impresa può mantenere un vantaggio competitivo per decenni, o addirittura secoli, senza un costante processo
di innovazione.
Le ricerche dimostrano che le imprese familiari di successo riescono a reinventarsi a ogni generazione, preservando i valori fondanti ma adattandosi ai cambiamenti del contesto economico e sociale.
Questa capacità di evolversi senza perdere la propria identità, è uno dei fattori chiave che spiega la loro resilienza e la loro capacità di sovraperformare nel lungo periodo sui listini di Borsa.
L'analisi di oltre 1.000 grandi aziende familiari quotate in America, Europa e Asia-Pacifico negli ultimi 20 anni, evidenzia un extra-rendimento medio annuo del 3% rispetto alle imprese non familiari, al netto delle differenze settoriali e di capitalizzazione.
Modelli operativi efficienti e una visione strategica di lungo periodo contribuiscono a una più stabile crescita di Ebitda e ricavi, con una inferiore volatilità rispetto ai competitor.
Le imprese familiari tendono a utilizzare una minore leva finanziaria e ad essere pertanto meno indebitate, a distribuire dividendi più contenuti privilegiando così il rafforzamento del capitale e la crescita organica.
Pur investendo mediamente qualcosa meno in ricerca e sviluppo, grazie a una più stabile gestione del capitale umano (dipendenti che stanno bene, si sentono a casa e hanno così, nel tempo, meno voglia di cambiare datore di lavoro) riescono a generare un
output innovativo superiore.
A livello globale, sono familiari aziende quotate in Borsa del calibro di LVMH, Hermès, L'Oréal, Roche, Wallmart, Ryanair...
Tra le imprese familiari quotate a Piazza Affari troviamo invece Buzzi, Interpump, Tenaris, Reply e Recordati.
Concludo ricordandoti che l'educazione finanziaria è, per il benessere economico, ciò che la prevenzione rappresenta per la salute: uno strumento essenziale per compiere scelte consapevoli e proteggere il proprio futuro.
Indirettamente anche quello di un intero sistema economico.