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www.davideberto.it2026-04-06
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    ALLA RICERCA DEL RIFUGIO PIU' SICURO

    Ma l'oro si può ancora considerare come il bene rifugio per eccellenza?

    La dinamica che i mercati hanno osservato tra Giovedì 29 e Venerdì 30 Gennaio sembrerebbe suggerire il contrario: dopo essere arrivato sopra (l'ennesimo) traguardo record di 5.500 dollari l'oncia, con una crescita del 13% in appena una settimana, il lingotto ha ritracciato con forza scendendo verso quota 5.000.
    Certo, i valori restano altissimi, ma oscillazioni così marcate e repentine (-13% in 3 giorni lavorativi tra Gennaio e Febbraio) spingono a chiedersi se il metallo giallo sia ormai qualcosa di diverso rispetto al bene rifugio per antonomasia di un portafoglio investimenti.
    E, a prescindere dalla futura traiettoria del lingotto, la domanda è quasi d'obbligo: esistono asset che assolvano alla funzione tradizionale dell'oro, ma senza il rischio di azioni speculative improvvise contro il prezioso metallo?
    Vediamo assieme un pò di possibili opzioni.

    ALTI DIVIDENDI E QUALITA'
    Di base, al di là dell'attuale contingenza, occorre sempre ricordare che l'oro ha uno svantaggio importante rispetto ad altri asset: non incorpora un rendimento (carry) come un'obbligazione.
    Al contempo, però, l'oro non presenta rischio controparte, e questo permette di essere effettivamente svincolati da qualsiasi decisione geopolitica.
    Morale della storia: soprattutto nei portafogli più importanti un po' d'oro ci può sempre stare, ma a fianco si possono mettere aziende di qualità che producono cash flow tramite dividendi.
    E' proprio questo il primo potenziale rifugio nell'attuale fase di incertezza: titoli azionari di qualità che stacchino storicamente buoni dividendi, sostenibili e possibilmente crescenti nel tempo.
    Oltre al dividendo è importante guardare alla tenuta dei fondamentali di un titolo azionario, privilegiando aziende solide, magari anche leader nei loro settori.
    Quelle che tecnicamente ricadono sotto l'ombrello del fattore Quality.

    EVERGREEN BUND, ALTERNATIVA BTP
    Sempre in ottica di flusso cedolare e stabilizzazione del portafoglio, anche con un occhio rivolto al fisco vista la tassazione agevolata al 12,50%, un valido rifugio può essere rappresentato dai titoli di Stato, a cominciare dal classico e granitico Bund tedesco.
    Il Bund può contare sull'unica grande economia europea in grado di imprimere un forte stimolo fiscale pluriennale da 1.000 miliardi di euro e mantenere contemporaneamente un debito pubblico al 67% nel 2027, quando la media dei paesi Ue, esclusa appunto la Germania, si collocherà intorno al 110%.
    L'altra strada, sempre più interessante visto l'ottimo feeling tra debito pubblico italiano e investitori anche internazionali, è quella del nostrano Btp, visto che lungo tutte le durate è possibile ottenere dei rendimenti reali (ossia al netto dell'inflazione) positivi.

    FRANCO SVIZZERO
    Impossibile pensare ai rifugi senza includere nella rosa la valuta che più di tutte incarna questo ruolo in portafoglio: il franco svizzero.
    Venuto meno lo storico status del dollaro americano (peraltro, il suo indebolimento è uno dei motivi della corsa dell'oro), il franco può ritagliarsi sempre più un ruolo da stabilizzatore.
    La Svizzera si inserisce infatti nella graduatoria dei Paesi con valute strutturalmente sovraperformanti grazie a una disciplina fiscale ferrea e un avanzo importante di partite correnti.
    Attenzione però, perché le valute sono soggette non solo alla politica monetaria, ma sempre più sono usate anche come strumenti di geopolitica: meglio usare cautela.

    ALLA FINESTRA CON IL CASH
    Se l'incertezza geopolitica e i rischi sistemici (primo fra tutti il fattore Trump) non accennano a scendere e l'oro mostra dinamiche proprie di un asset d'attacco, può aver senso anche rimanere in parte liquidi, veicolando una porzione dei risparmi su strumenti a rischio pressoché inesistente che offrono comunque una, seppur minima, remunerazione.
    Due sono gli strumenti più utili in tal senso: i conti deposito svincolabili, che possono rendere attualmente attorno a un 1,7% netto annuo, e i fondi (o gli Etf) monetari, che possono toccare anche un 2% lordo annuo, con tassazione variabile ma più vicina al 12,5 che non al 26%.

    Se quelli fin qui elencati sono degli strumenti di investimento utili a costruirsi un rifugio, rimane il fatto che devono essere inseriti in una strategia di ampio respiro, pensata per esaltarne il valore in portafoglio.
    E questa strategia, oggi più che mai, si basa sul concetto di diversificazione.
    Perché, tienilo sempre bene a mente, è proprio la diversificazione degli investimenti, non solo nell'attuale contesto di mercato, il vero bene rifugio per eccellenza.
  • Ti auguro un buon fine settimana.
    Un caro saluto.

    Davide