Menu
www.davideberto.it2026-04-06
  • play_arrow
    volume_up
    volume_down

    UN BUON PIANO SERVE A NON DOVER PREVEDERE LE CRISI

    Il mercato azionario negli ultimi 40 anni ha prodotto rendimenti molto interessanti.
    Tra il 9 e il 10% medio annuo si stima, guardando in ambito globale.
    Eppure, quasi ogni anno, ha anche offerto con generosità ribassi a doppia cifra.
    Un piccolo effetto collaterale per chi ama solo le storie a lieto fine.
    Questo non è un "bug" del sistema.
    È il sistema.
    E allora perché tanta gente ancora si stupisce, ogni volta che i mercati scendono?

    Covid, Ucraina, Iran... il problema non è il mercato.
    Il problema, piuttosto, è come ci si pone davanti al mercato.
    Investire, lo avrai ormai capito, non è per chi vuole certezze.
    Investire non è per chi controlla l'andamento dei mercati e dei propri investimenti più volte al giorno, come se guardare quei numeri li potesse cambiare.
    Investire non è per chi al primo -10% sente lo stomaco in gola e pensa: "Ahia, forse è meglio uscire adesso...".
    Certo, queste sono normali reazioni umane, ma sono anche il modo più efficiente per trasformare una perdita, magari solamente temporanea e teorica, in una perdita concreta e reale.
    I mercati finanziari sono per gente che sa anche perdere.
    Per chi riesce a restare fermo mentre tutti corrono verso l'uscita.
    Per chi viene considerato "pazzo" dagli amici nei momenti difficili, e magari "fortunato" o "genio" qualche tempo dopo quando torna il sereno.
    Investire, insomma, è per chi accetta che il percorso sia fatto anche di salite improvvise, discese violente, e qualche tratto con il vento contro.
    Perché i mercati premiano chi sa restare fermo e sa investire con metodo e strategia, quando tutto sembra crollare.
    Solo chi regge la volatilità e non prova a indovinare dove andrà il mercato potrà vincere e prosperare nel lungo periodo.

    Prima di qualsiasi decisione di investimento, prova allora a chiederti una cosa sola:
    riesco a dormire bene la notte sapendo che alcune soluzioni che compongono il mio portafoglio d'investimento potrebbe scendere anche del 20% nei prossimi mesi?
    Se la risposta è "no", forse neanche dovresti investire.
    Oppure stai probabilmente investendo in maniera sbagliata per te e per la tua psiche.
    Perché, ricorda sempre, non esiste un portafoglio ideale, valido per tutti.
    Esiste un portafoglio ideale per il tuo profilo, per il tuo orizzonte temporale, per la tua soglia di tolleranza al rischio.
    E per costruirlo occorre essere onesti con sé stessi, perché non sono solo numeri su un foglio Excel.

    C'è una soluzione che funziona, anche se può quasi sembrare banale: trovare qualcuno che conosce la strada accidentata e che ti impedisca di fare la mossa sbagliata nel momento peggiore.
    Non un guru dei mercati, che tanto, di guru, in questi anni, non ne ho trovato nemmeno uno in giro.
    Non chi ti parla di rendimenti prima ancora di affrontare i possibili rischi (scappa!!! E veloce...).
    Ma un Consulente Finanziario che davvero possa lavorare nel tuo interesse.
    Un partner che ti aiuta a costruire un piano e a rispettarlo quando si ha paura.
    La volatilità e le oscillazioni del mercato non spariscono e non spariranno mai.
    Ma smettono di essere il tuo peggior nemico quando hai qualcuno che ti aiuta a leggerle per quello che sono: rumore di fondo, non segnale di allarme.

    Se allora ancora non sei mio cliente, e ritieni opportuno fare un check-up dei tuoi investimenti, o se ancora non stai investendo ma stai pensando di iniziare, questo è il momento giusto per farlo, a patto di avere un piano e di saperlo rispettare strada facendo.
    Un'azione concreta ti consiglio in conclusione.
    Dedica alcuni minuti nei prossimi giorni a rispondere onestamente a tre domande:
    1) Quale percentuale del mio patrimonio posso permettermi di veder scendere senza andare nel panico?
    2) Tra quanti anni penso di dover usare quel capitale?
    3) Ho qualcuno di fiducia, che mi conosce bene, con cui parlarne?
    Se non hai le risposte, sai almeno di avere un problema da risolvere.
    Perché oggi è la guerra in Iran con i prezzi del gas e del petrolio, ma domani, stai pur certo, ci sarà qualche altro motivo per creare un'incertezza che rischia magari di sfociare nel panico.
  • Il mio augurio di una serena Pasqua di Resurrezione.
    Un caro saluto.

    Davide