Che cosa significa investire?
Per molti può voler dire “provare a guadagnare di più” o “provare a battere il mercato”.
Investire, in realtà, è un metodo utile a garantirsi una certa libertà finanziaria e personale.
Non è una gara di bravura, ma un progetto di vita.
E, come tutti i progetti, parte da due semplici domande:
1) quando mi serviranno questi soldi?
2) che ruolo devono avere nella mia vita? (protezione, serenità, crescita, integrazione del reddito...)
Ecco allora un breve glossario di base formato da 10 termini scelti che tornano sempre quando si parla di risparmio e investimenti.
Se queste parole riescono a diventarti familiari, la finanza smetterà di sembrare un linguaggio per pochi e diventerà un insieme di scelte più comprensibili.
Andiamo.
ORIZZONTE TEMPORALE
Ricorda sempre che il tempo è un ingrediente fondamentale dell'investimento, non certo un dettaglio.
Se i soldi investiti verranno poi usati e spesi nel giro di pochi mesi, la priorità non è “rendere di più”, ma essere protetti e disponibili quando serviranno.
Se serviranno invece tra 10 o 15 anni, il tempo diventa un alleato di grande importanza, in quanto consentirà di attraversare anche delle fasi difficili proprio perché non ho bisogno di “incassare” domani mattina.
Un esempio quotidiano: i soldi destinati a una spesa vicina (un lavoro in casa, una cura, un aiuto a un familiare...) è meglio che “dormano tranquilli” in conto corrente, mentre i soldi destinati a integrare la pensione in futuro potranno probabilmente
lavorare più a lungo.
Molti errori nascono quando usiamo strumenti di investimento da lungo periodo per bisogni di breve, o rinunciamo al lungo periodo perché guardiamo solo alle paure del momento.
RISCHIO E VOLATILITA'
Qui spesso si fa confusione, e la confusione genera ansia.
Il rischio è l’incertezza del risultato, la volatilità è l’oscillazione lungo il percorso.
In pratica, anche quando il percorso di investimento definito è congruo, il cammino difficilmente sarà lineare.
C’è chi controlla l'andamento dei propri investimenti ogni giorno: è un pò come pesarsi dieci volte al giorno e farsi rovinare la giornata da mezzo etto in più o in meno.
La domanda utile non è “si muove?”, perché si muoverà.
La domanda utile è “posso permettermi che si muova senza essere costretto a vendere?”.
Il rischio più dannoso, spesso, non è quello dei mercati, ma è quello di costruire qualcosa che non riusciamo poi a sostenere emotivamente.
DIVERSIFICAZIONE
Penso sia questo il termine che più spesso, ogni giorno, mi esce dalla bocca svolgendo il mio lavoro...
È una parola semplice, ma fa una differenza enorme.
Diversificare significa non mettere tutte le uova nello stesso paniere.
Non perché così “non si perde mai”, ma perché si riduce la dipendenza da un singolo evento: un settore che va male, un Paese che rallenta, un titolo che crolla...
Diversificare non vuol dire comprare tante cose a caso: vuol dire distribuire in maniera sensata.
È un po’ come in cucina: non serve avere cento ingredienti, serve avere quelli giusti nelle giuste proporzioni.
ASSET CLASS
È un modo elegante per dire “ingredienti del portafoglio”.
Le principali asset class sono poche, ma hanno comportamenti tendenzialmente diversi, ed è proprio questa diversità che rende un portafoglio più robusto.
Le azioni rappresentano quote di aziende: nel tempo si spera diano crescita, ma nel breve periodo potrebbero oscillare parecchio.
Le obbligazioni sono prestiti a Stati o imprese: di solito sono meno “ballerine” delle azioni e per questo rendono meno, ma non sono certo prive di rischi.
Un esempio pratico e privo di formule: quando i tassi d’interesse salgono, le obbligazioni già emesse possono perdere valore (perché quelle nuove offrono interessi più alti).
Per questo molti risparmiatori restano sorpresi quando scoprono che anche le obbligazioni possono vivere periodi difficili.
Le materie prime (energia come petrolio e gas, metalli industriali come rame e alluminio, prodotti agricoli come grano e mais...) sono asset legati all’economia reale: quando cambiano domanda e offerta, i prezzi possono muoversi anche di molto.
Per questo tendono a essere più volatili e, di solito, hanno senso solo con un peso contenuto e con un’idea chiara del perché le si inseriscono in portafoglio (ad esempio come diversificazione in alcuni scenari).
L’oro, soprattutto in questo periodo storico, merita una riga a parte perché, pur essendo una materia prima, viene spesso percepito come “bene rifugio”.
L’argento, invece, è un metallo “a metà”, perché ha anche un uso industriale più marcato, e quindi può muoversi in modo più nervoso.
In alcune fasi possono entrambi contribuire alla diversificazione, ma non sono certo una garanzia: possono infatti attraversare periodi lunghi in cui non brillano affatto.
Anche qui vale la regola della misura e dello scopo.
Le valute entrano in gioco quando investiamo fuori dall’area euro: il cambio può aiutare o penalizzare, ma si può anche coprire per renderlo neutro.
È un dettaglio che ti può sembrare lontano, ma incide non poco: se possiedo strumenti denominati in dollari, il risultato finale dipenderà sia dall’andamento dell’investimento sia da come si muove il rapporto euro/dollaro.
Infine c’è l’immobiliare finanziario, ad esempio tramite i REIT (Real Estate Investment Trust): veicoli che investono in immobili (uffici, logistica, residenziale, centri commerciali...) e spesso distribuiscono parte dei proventi.
È questo un modo utile per esporsi al “mattone”, ma senza comprare direttamente una casa.
ASSET ALLOCATION E RIBILANCIAMENTO
Qui entriamo nella “regia” del portafoglio investimenti.
L’asset allocation è la scelta delle proporzioni tra i vari ingredienti: quanta parte del portafoglio può cercare crescita accettando, anche marcate, oscillazioni, e quanta parte dovrà invece proteggere e stabilizzare.
Il ribilanciamento è invece la manutenzione del portafoglio nel durante, lungo il percorso: nel tempo le percentuali cambiano, perché alcuni pezzi salgono e altri magari scendono.
Ogni tanto riportare ordine significa restare fedeli al progetto di partenza, per non dover “indovinare il futuro”.
È questo un approccio molto più solido del rincorrere la notizia del giorno.
Per oggi è tutto.
Appuntamento a Venerdì 8 Maggio per la seconda parte di questa mia newsletter, dedicata ai termini finanziari utili da conoscere e far propri in una logica di investimento appropriato e di corretto percorso di pianificazione finanziaria.