Nella mia 4 Minuti di Venerdì 17 Aprile ho voluto spiegarti, una volta di più, che investire non è tanto "provare a guadagnare di più" o "provare a battere il mercato", ma investire è un metodo finalizzato al raggiungimento di una certa libertà personale e finanziaria.
Investire è un progetto di vita che deve, per forza di cose, partire dal rispondersi a un paio di domande:
1) quando mi serviranno i soldi che sto andando a investire?
2) che ruolo dovranno avere un domani nella mia vita?
Tre settimane fa ho allora dato il via a un breve glossario finanziario composto da 10 termini, che sempre tornano quando si parla di risparmio e investimenti.
Ritengo che la conoscenza sia, anche ovviamente in ambito finanziario, la più alta forma di democrazia, perché ci permette di scegliere liberamente.
Detto questo, dopo averti spiegato di orizzonte temporale, rischio e volatilità, diversificazione, asset class, asset allocation e ribilanciamento, ecco di seguito gli altri 5 termini.
INTERESSE COMPOSTO
Questo è uno dei temi più potenti quando si tratta di investire, ma spesso anche il più sottovalutato.
L’interesse composto è il meccanismo per cui, col tempo, non cresce soltanto il capitale investito, ma con esso crescono esponenzialmente anche i rendimenti ottenuti.
L'interesse composto è una sorta di palla di neve che, rotolando nella sua discesa verso valle, aumenta le sue dimensioni.
Un esempio semplice con numeri arrotondati: 10.000 € che crescono in media del 5% annuo arrivano a circa 16.000 dopo 10 anni, circa 26.000 dopo 20 anni, e oltre 40.000 € dopo 30 anni.
Non è magia, è tempo.
E qui ne esce una lezione molto importante: spesso non vince chi “indovina” il momento perfetto per investire, ma chi riesce a dare al proprio investimento abbastanza tempo per lavorare.
INFLAZIONE
È il nemico silenzioso.
Se fare la spesa al supermercato, mese dopo mese, richiede un esborso monetario sempre più importante, questo è dovuto al continuo aumento dei prezzi.
L’inflazione porta a una semplice conseguenza: con i soldi spesi in passato si compra sempre di meno nel presente.
Per questo, lasciare il proprio risparmio fermo in conto “per sicurezza o perché non si sa mai...” può diventare un rischio importante, soprattutto su lunghi orizzonti.
Investire, in molti casi, non significa “fare i fenomeni o almeno provarci”, ma fare il possibile per difendere la propria libertà futura.
COSTI (TER e commissioni)
Questa voce non emoziona, ma incide tantissimo in un percorso di investimento.
Il TER (Total Expense Ratio) è il costo annuo totale di gestione, espresso in percentuale sul patrimonio, di un fondo comune o di un ETF.
Oltre al TER possono poi esserci altre commissioni, per esempio di ingresso, di performance (legate ai risultati) e di uscita dall'investimento.
Spiegandoti questo non voglio dire che ogni costo è sbagliato: sto cercando di farti capire che tutti i costi andrebbero appurati e compresi, perché un costo, anche se contenuto, sostenuto ogni anno può diventare importante e incidere molto nel tempo.
L’idea pratica è questa: i costi non si vedono “in faccia” ogni giorno, ma lavorano contro di noi ogni settimana, ogni mese, ogni anno.
Le domande da porsi, in ambito di costi quando si investe, sono allora: “quanto costa?”, “cosa ottengo in cambio sostenendo questo costo?” e "ci possono essere delle alternative valide a costi più contenuti?".
ETF E FONDI COMUNI
Qui entriamo nei due strumenti di investimento più diffusi.
Un fondo comune è un contenitore di più asset, gestito da professionisti che scelgono quotidianamente cosa comprare e vendere al suo interno, seguendo una ben precisa strategia.
L’obiettivo del team di gestione è quello di ottenere un certo risultato nel tempo, o fare addirittura meglio di un mercato di riferimento (benchmark).
Anche l'ETF è un contenitore di asset, ma non ha la tipica gestione attiva periodica di compra-vendita di un fondo, in quanto replica passivamente e copia in tutto e per tutto il suo indice di riferimento.
L'ETF, pertanto, non cerca il "colpo di genio", ma segue il mercato in modo trasparente e molto spesso con costi contenuti.
Tra fondi ed ETF, non c'è uno strumento meglio dell'altro o lo strumento perfetto in assoluto: c'è lo strumento più adatto al ruolo che deve avere quell'ingranaggio all'interno del tuo progetto di investimento.
COMPORTAMENTO
A differenza degli altri visti sopra, questo non è un termine tecnico tipico del panorama finanziario.
L’ho però volutamente inserito perché, nella realtà, spesso è proprio il comportamento il fattore che più pesa nel risultato finale dell'investimento.
Più dei singoli prodotti o strumenti scelti.
Perché, ricorda sempre, si può avere anche un portafoglio ben costruito, ma lo si può rovinare con scelte impulsive.
È una scena frequente: mercati che scendono, titoli allarmistici, ansia, e la tentazione di “mettersi al sicuro” vendendo tutto.
On-Off.
Poi magari, quando la situazione si calma, i mercati sono già risaliti e si reinveste troppo tardi, con i prezzi di acquisto già alti, e con una sensazione di frustrazione conseguente.
Investire bene significa avere un piano ben prima che arrivino le emozioni, e darsi regole per non farsi trascinare dagli umori del momento.
Abbiamo iniziato allora chiedendoci cosa significa investire.
E la risposta, alla fine, è piuttosto semplice: investire è un modo per costruire libertà.
E’ un percorso di longevità finanziaria: usare il proprio risparmio, il proprio denaro, non per “vincere” sui mercati, ma per avere più possibilità di scelta nel tempo.
E tutte le voci che abbiamo incontrato e approfondito – diversificazione, asset allocation, interesse composto, costi, comportamento... – servono esattamente a questo: aumentare le probabilità di scegliere, non di subire.
Daniel Crosby, uno dei più famosi esperti al mondo di finanza comportamentale, fa notare una cosa che vale la pena tenere a mente: molte scelte che facciamo, spesso non ci rendono più liberi.
A volte accade anzi proprio l’opposto.
Una casa per le vacanze può diventare un vincolo (soldi fermi, spese, manutenzione...) che riduce la voglia e la possibilità di viaggiare.
Un orologio costoso può finire in una cassetta di sicurezza per paura di vederselo rubato o per il timore di rovinarlo.
In altre parole non è solo una questione di “quanto”, ma di “perché” e “a che prezzo”, anche in termini di serenità.
Per questo, oltre ai termini approfonditi nel mio glossario, vale la pena porsi una domanda finale: le scelte economiche che sto facendo, stanno aumentando la mia libertà o la stanno restringendo?
Perché lo scopo ultimo del denaro è in fondo quello di non costringerci a essere in un luogo, a un orario ben preciso, a fare qualcosa che non vogliamo fare.
Ecco, se l’investimento porta in quella direzione (più autonomia, più scelte, più felicità), allora ha davvero un'enorme utilità.
E i 10 termini affrontati in queste mie due 4 Minuti possono essere visti come una piccola bussola utile a leggere meglio le scelte fatte, evitare fraintendimenti e usare veramente il denaro come strumento di libertà.