Ambito assicurativo, appuntamento numero 5: essere beneficiari di una polizza senza saperlo.
Immagina questa scena: un tuo familiare, anni fa, ha sottoscritto una polizza vita.
Ha indicato il tuo nome e cognome come beneficiario, ha pagato i premi con regolarità, e nella sua testa tutto era accuratamente pianificato per lasciarti in futuro del capitale.
Poi quel tuo familiare è "passato a miglior vita", ma tu non eri a conoscenza di questo suo lascito...
Non si tratta di un caso raro, anzi.
E' un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa pensare, e queste polizze diventano così "dormienti".
I dati disponibili, tutt'altro che trascurabili, al 2022 hanno accertato il diritto alla prestazione di circa 800mila contratti per un valore complessivo di 37,5 miliardi.
Una polizza diventa allora "dormiente" quando nessuno si fa avanti con la compagnia assicurativa per riscuoterla.
Le polizze dormienti possono essere di due tipi:
- polizze per il caso di morte dell'assicurato, della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza;
- polizze di risparmio e investimento che, giunte alla naturale scadenza, non sono state riscosse per svariati motivi.
I diritti derivanti da una polizza vita si prescrivono in 10 anni dalla data dell'evento, decesso dell'assicurato o scadenza del contratto.
Oltre tale termine, le compagnie assicurative devono devolvere le somme al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso Consap.
Questi soldi non spariscono nel nulla, ma cambiano destinazione.
E recuperarli, a quel punto, diventa parecchio più complicato.
Negli ultimi anni, per ridimensionare il problema, sono stati introdotti obblighi precisi per le compagnie assicurative.
Una volta l'anno sono infatti tenute a controllare la neocostituita Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente al fine di verificare l'intervenuto decesso degli assicurati di polizze vita, e procedere così al loro pagamento a favore dei beneficiari.
E' un passo nella giusta direzione, ma questo sistema funziona bene solo quando le informazioni sui beneficiari sono complete e aggiornate.
Se la polizza riporta "eredi legittimi" o "coniuge e figli" anziché precisi nomi e cognomi, o se i recapiti dei beneficiari sono nel frattempo cambiati, il meccanismo rischia di incepparsi spingendo quella polizza verso il dormitorio.
Se hai perso un familiare stretto e vuoi verificare se aveva stipulato una polizza vita, ci sono a disposizione strumenti concreti e gratuiti.
L'IVASS, autorità di vigilanza sulle assicurazioni, raccomanda in particolare due diversi percorsi:
1 - rivolgersi al "Servizio Ricerca Polizze Vita" dell'ANIA, che consente ai richiedenti di verificare se un familiare deceduto aveva stipulato una polizza;
2 - rivolgersi direttamente all'agente assicurativo, al consulente finanziario, alla banca o alla compagnia assicurativa con cui il familiare aveva rapporti, per chiedere informazioni (meglio per iscritto) sull'esistenza della polizza.
Sul sito IVASS è disponibile una lettera fac simile.
Il termine per la domanda di rimborso è di 10 anni dalla data di scadenza contrattuale, quindi c'è respiro per i beneficiari.
Una volta individuata la polizza, occorre presentare domanda alla compagnia allegando copia di un documento del beneficiario, copia del codice fiscale e, in caso di decesso dell'assicurato, certificato di morte e dichiarazione sostitutiva dell'atto di
notorietà.
La buona notizia è che tutto questo si può prevenire con dei semplici accorgimenti.
- Al momento della stipula di una polizza vita (ma anche quando si sottoscrive un fondo pensione), è preferibile indicare i beneficiari caso morte per nome e cognome, fornendo all'impresa tutte le informazioni aggiornate (indirizzo, telefono, mail)
utili a rintracciarli in caso di decesso dell'assicurato.
Nel caso poi in cui cambino nel tempo, comunica la variazione dei recapiti dei beneficiari della polizza a chi di dovere: indirizzo, telefono, mail...
Più si è precisi, meglio ovviamente è.
- Parla con qualcuno di fiducia.
Se si preferisce che i beneficiari non sappiano dell'esistenza della polizza mentre si è in vita, affida l'informazione a una terza persona (consulente, avvocato, commercialista, familiare fidato...) che possa fare da tramite al momento opportuno.
- Conserva i documenti di polizza in un posto accessibile, una cartella fisica o digitale, con i riferimenti delle banche o delle compagnie assicurative.
Questo può evitare anni di ricerche ai propri cari.
Pianificare il proprio futuro (e quello di chi amiamo) è un atto di grande cura.
Ma la pianificazione non si esaurisce con la firma di un contratto.
Perché quello sforzo produca davvero i suoi effetti, chi di dovere deve sapere, deve poter agire, deve avere gli strumenti per farlo.
Se vuoi fare un check delle tue polizze esistenti, o capire semplicemente se la tua situazione è in ordine, ben volentieri sono a disposizione per una consulenza.