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www.davideberto.it2026-07-06
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    LA PIU' GRANDE IPO DELLA STORIA STA PER ARRIVARE

    C'è un primato, in ambito finanziario, che sembrava destinato a reggere a lungo: quello di Saudi Aramco, la compagnia petrolifera saudita, che nel Dicembre del 2019 si quotò alla Borsa di Riyadh, raccogliendo 25,6 miliardi di dollari, per una valutazione complessiva dell'azienda di 1.700 miliardi.
    Numeri senza precedenti, rimasti imbattuti per diversi anni.
    Tutto questo fino a tra una settimana.

    Già, perché, salvo clamorose sorprese dell'ultimo minuto, Venerdì 12 Giugno toccherà a SpaceX lo sbarco in Borsa.
    Non ancora su Marte, dove in futuro vorrebbe trasferire un milione di cittadini terrestri, ma a Wall Street.
    E lo fa con ambizioni che vanno ben oltre il "semplice" record: una valutazione attesa di circa 1.750 miliardi di dollari, e un obiettivo di raccolta compreso tra i 75 e gli 80 miliardi.
    SpaceX porterà infatti sul mercato il 4-5% del suo capitale totale.
    Il confronto con Aramco di cui sopra (25,6 miliardi), parla allora da solo...

    UN COLOSSO DAI CONTI IN CHIAROSCURO
    Ma che azienda è, oggi, SpaceX?
    Molto più di una semplice impresa aerospaziale.
    Al suo interno convivono infatti mondi molto diversi: i lanciatori spaziali, la costellazione di satelliti Starlink (10,3 milioni di abbonati nel mondo con ricavi in forte crescita, e 2/3 del fatturato già da connettività ricorrente), l'intelligenza artificiale di xAI e, incluso nel perimetro, perfino il social network X.
    I numeri del 2025 raccontano la storia di una crescita impetuosa, ma anche di costi altrettanto imponenti.
    Il fatturato ha raggiunto i 18,7 miliardi di dollari, ma la perdita netta si è attestata a 4,9 miliardi.
    Tendenza che non si è ancora invertita: nel primo trimestre 2026 il rosso è già a 4,3 miliardi, a fronte di ricavi per 4,7.
    Le spese in conto capitale raccontano bene dove Musk sta puntando le sue fiches: 20,7 miliardi investiti nel 2025 in prevalenza sull'intelligenza artificiale, e altri 10 miliardi già allocati nel primo trimestre di quest'anno.
    Un ritmo di investimento che lascia poco spazio ai profitti nel breve periodo, ma che segna chiaramente la direzione strategica dell'azienda.
    Sul fronte del debito la situazione merita attenzione: 29 miliardi di dollari di indebitamento complessivo, di cui 20 riconducibili a un prestito ponte ottenuto a Marzo per finanziare le acquisizioni di X e xAI, che hanno trasformato SpaceX in un veicolo altamente capital intensive.
    La quotazione servirà anche, forse soprattutto, ad alleggerire questo peso.
    Il motore della crescita, nel breve termine, rimane Starlink: il servizio di connettività satellitare continua ad espandere la sua base utenti globale.
    Ma c'è un segnale interessante anche sul fronte AI: Anthropic ha firmato un contratto da 1,25 miliardi di dollari al mese per accedere alla capacità di calcolo dei data center più potenti al mondo, Colossus e Colossus II.
    Un accordo che potrebbe cambiare le carte in tavola nei futuri bilanci.
    La domanda non è se il business di SpaceX esiste, ma se il mercato prezzerà in futuro Starlink o il sogno Marte. 

    IL GRANDE CIRCO DELLE IPO TECH
    Ma l'approdo in Borsa di SpaceX non sarà un evento isolato: dovrebbe essere infatti solo il primo atto di quello che le banche d'affari già chiamano l'anno d'oro delle quotazioni americane.
    Le stime parlano di un centinaio di società pronte a sbarcare sui listini statunitensi nel 2026, per un valore complessivo record di 160 miliardi di dollari.
    I nomi più attesi sono quelli che attualmente si contendono la supremazia nell'intelligenza artificiale generativa.
    OpenAI, la società di Sam Altman e padre di ChatGPT, potrebbe debuttare già a Settembre.
    L'obiettivo è bruciare sul tempo la rivale per eccellenza: Anthropic, guidata da Dario Amodei, la cui finestra di quotazione più probabile sembra essere il quarto trimestre dell'anno.
    Per entrambe il traguardo dichiarato è quello di raggiungere (o meglio superare) una valutazione di 1.000 miliardi di dollari, con un incasso atteso dall'IPO di 60 miliardi ciascuna.
    A differenza di SpaceX, OpenAI e Anthropic non hanno ancora dovuto rendere pubblici i loro bilanci ufficiali.
    Le stime disponibili, tuttavia, delineano un quadro piuttosto simile: crescita robusta dei ricavi, a fronte di perdite consistenti.
    . OpenAI: circa 13 miliardi di ricavi nel 2025, con una perdita stimata attorno ai 9 miliardi;
    . Anthropic: fatturato tra 9 e 10 miliardi, con un rosso compreso tra i 3 e i 5.
    Entrambe puntano allora sul 2026 come anno della svolta, per dimostrare agli investitori che, dopo aver bruciato decine di miliardi, il modello può finalmente scalare verso la redditività.

    LA DOMANDA CHE PIU' CONTA
    Crescita straordinaria, perdite ingenti, enorme scommessa sul futuro.
    Gli investitori che si avvicineranno a queste IPO non stanno comprando utili, ma investono in una visione.
    Quella di un'era in cui la connettività spaziale e l'intelligenza artificiale diventeranno infrastrutture globali, tanto indispensabili quanto oggi lo sono l'elettricità o la rete internet.
    Se quella visione si realizzerà, i prezzi di partenza saranno allora un vero affare.
    Se i conti futuri, invece, non quadreranno, i record di raccolta rischiano di trasformarsi in un monito per gli anni a venire.
    La risposta, come sempre, la darà il mercato.

    Ma ricorda, in conclusione, che investire significa aver fiducia nel futuro, aver fiducia in un miglioramento, essere aperti alle novità, ma, di conseguenza, anche eventualmente alle difficoltà.

  • Concludo augurandoti un buon fine settimana.
    Un caro saluto.

    Davide