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www.davideberto.it2026-07-06
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    IL RISIKO BANCARIO INDEBOLIRA' ULTERIORMENTE I CLIENTI

    Con l'espressione "risiko bancario" si definisce quella fase in cui il sistema creditizio è attraversato da un'intensa ondata di fusioni, acquisizioni, scalate e riorganizzazioni.
    Come nel celebre gioco da tavolo, ogni mossa sposta gli equilibri di potere sul territorio.
    E in questo momento, in Italia, siamo nel vivo della partita più intensa degli ultimi decenni.

    CHE COSA STA SUCCEDENDO
    Al centro di tutto c'è Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) che, da istituto sull'orlo del precipizio negli anni scorsi, ha sorpreso il mercato lo scorso Settembre acquisendo il controllo di Mediobanca.
    Da allora le cose si sono mosse piuttosto rapidamente: il progetto di fusione per incorporare Mediobanca in MPS è già stato approvato e l'integrazione è in corso con completamento previsto entro fine 2026.
    Ma, anche per questo, MPS è diventata la preda più ambita del sistema bancario italiano.
    Domenica 7 Giugno il Banco BPM ha proposto a Siena una "fusione tra pari" per dare vita a quello che diventerebbe, dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit, il terzo polo bancario d'Italia.
    Il giorno seguente, proprio Intesa ha rilanciato con un'offerta pubblica di acquisto e scambio su tutto il capitale di MPS.
    Ma con una importante particolarità: Intesa terrebbe per se Mediobanca e la quota del 13% in Generali, mentre BPER (Banca Popolare dell'Emilia Romagna), con la sua controllante Unipol, rileverebbe lo storico brand senese (verrebbe rinominato "Banca Monte dei Paschi" senza Siena) e le 635 filiali sul territorio italiano.
    Una partita, in sostanza, giocata da diversi attori sulla pelle di milioni di clienti e correntisti.

    MA PERCHE' TUTTO QUESTO DOVREBBE INTERESSARTI
    Il riassetto in corso, osservato con gli occhi dei clienti, ha un effetto piuttosto chiaro: meno banche sul mercato significano meno alternative per famiglie e imprese.
    E quando le opzioni si riducono, si riduce anche il potere negoziale di chi è già cliente, o cliente lo potrebbe diventare.
    E, ancora, se la concorrenza cala, difficilmente i benefici delle sinergie (sempre tanto sbandierati dalle banche nei loro bei comunicati...) arriveranno ai clienti sotto forma di tassi più bassi, commissioni ridotte o servizi migliori.
    Più probabilmente resteranno dove le concentrazioni di potere finiscono quasi sempre: nelle tasche degli azionisti sotto forma di più alti dividendi.
    E, dopo 11 anni passati dentro un'azienda quotata in Borsa, posso dirlo con cognizione di causa: meglio essere azionisti che clienti di una grande banca quotata!

    LE RICADUTE CONCRETE
    Queste grandi operazioni non sono solo manovre di Borsa o materiale di studio per chi, in Borsa, cerca di speculare, ma ridefiniscono le condizioni di accesso al credito e i costi dei servizi bancari per le famiglie, come per le imprese.
    Le banche che escono ingigantite da queste fusioni hanno più potere per dettare le nuove condizioni di mercato, senza temere risposte aggressive da parte della concorrenza.
    Per le piccole e medie imprese il rischio è ancora più concreto: diventare dipendenti da un unico, o da pochi interlocutori bancari, con possibili effetti sulla capacità di investire e di crescere di conseguenza.
    C'è poi il capitolo dei disservizi che ogni fusione bancaria porta con se: cambi forzati di Iban, chiusura di filiali, accentuazione della cosiddetta "desertificazione bancaria"...
    Basti pensare che tra il 2019 e il 2025 sono state chiuse in Italia quasi 5.100 filiali di banche, oltre 1/4 di quelle attualmente operative (19.140), lasciando molti piccoli comuni senza sportelli.
    E, con lo scenario attuale, un cliente Mediobanca potrebbe addirittura essere costretto a un doppio trasloco: prima verso MPS, e poi verso Intesa qualora la prevista fusione con MPS dovesse andare in porto prima del perfezionamento delle nuove offerte di inizio Giugno.
    Nel risiko bancario entra poi in gioco anche un altro asset, decisamente meno visibile ma sempre più prezioso: quello dei dati di milioni di clienti e correntisti.
    Informazioni personali che valgono oggi come e più di una miniera d'oro, e che con ogni fusione cambiano proprietario e gestore.

    IN CONCLUSIONE
    Ben consapevole del fatto che tutte queste decisioni e operazioni passano molto in alto sopra le nostre teste, le ricadute pratiche non tarderanno a portare le loro conseguenze sulla quotidiana operatività bancaria di tutti noi, o quasi.
    Conti correnti, costi di gestione degli investimenti, condizioni di accesso al credito per milioni di italiani subiranno probabilmente delle variazioni.
    Ciò che ti consiglio di fare allora in futuro, è prestare attenzione e controllare le eventuali comunicazioni di modifica unilaterale del contratto che ti dovessero arrivare dalla banca, soprattutto se una di quelle protagoniste del risiko in corso.
    So bene che non è facile, ma dovrai svolgere il più possibile un ruolo attivo nella ricerca e nella scelta del tuo interlocutore finanziario di riferimento.
    Cambiare è impegnativo, ma spesso è l'unica cosa che ti può portare dei risparmi e dei benefici.

    P.S. Banca Sella e Banca Patrimoni Sella sono istituti privati, non quotati in Borsa, con logiche di business differenti rispetto a quelle degli istituti sopra citati, ed estranei a tutto ciò che sta avvenendo attualmente sul mercato....
  • Ti auguro in conclusione un buon fine settimana.
    Un caro saluto.

    Davide